POCA SPESA, TANTA RESA...
Titoli di coda per Wo Long: Fallen Dinasty, prodotto da Koei Tecmo (quelli famosi per i “mosou” tipo Dinasty Warriors) e programmato dal Team Ninja, già autori di Ninja Gaiden e della trilogia di Ni-Oh. Parliamo quindi di sviluppatori che hanno incentrato la propria produzione su titoli action e hack-and-slash, che sono poi i miei preferiti per cui, anche in considerazione del fatto che il gioco fosse gratuito per i possessori di abbonamento PlayStation Plus PREMIUM, dopo mesi dedicati al Power Pack di GT7 (e soprattutto, dopo aver terminato l’espansione di Elden Ring - Shadow Of The Erdtree che non recensirò in quanto assolutamente sovrapponibile al gioco originale eccetto che per la longevità), ho deciso di affrontare questo gioco a dire il vero poco reclamizzato (uscì senza troppo clamore nel 2023) ambientato nella Cina dei Tre Regni.
All’inizio ero piuttosto scettico sul titolo soprattutto per quanto riguarda la millantata difficoltà dello stesso, come anticipato da alcune recensioni che avevo letto online. Non avevo assolutamente voglia di imbattermi in un gioco frustrante ma cercavo azione e divertimento puro e così è stato. Ho scelto di interpretare un personaggio femminile perché in qualche modo il gioco mi ricordava Wu Chang Fallen Feathers e Stellar Blade, proprio per la velocità nei combattimenti e per la meccanica della deviazione del colpo. E’ la seconda volta che interpreto una donna (quando ovviamente ti viene posta la possibilità di scegliere): nell’altra circostanza trattavasi di Dark Souls 3. Gli sviluppatori hanno evidenziato questo aspetto utilizzando durante le pagine descrittive all’inizio dei vari capitoli la vocale neutra schwa quando si fa riferimento al protagonista. Questo titolo ha perfettamente rispettato i requisiti che richiedo attualmente a un gioco: durata non eccessiva, capitoli brevi e non noiosi; elevata rigiocabilità dei capitoli stessi per rintracciare i collezionabili per rimpinguare il numero di trofei acquisiti e possibilmente ottenere il Platino; impegnativo ma accessibile; divertente. In contrapposizione, devo dire che ho trovato invece molte lacune sotto l’aspetto grafico. In generale gli sfondi non sono indimenticabili e tutti i personaggi sono poco e male caratterizzati. Non stiamo parlando di un open world quindi scordatevi scenari mozzafiato a perdita d’occhio anzi il mondo di gioco è piuttosto claustrofobico. Tuttavia, questi difetti grafici verranno ampiamente compensati dalla freschezza del combat system, tra lo sferragliare di spade, combo incredibili di arti marziali ed evocazioni spiritiche di grande effetto visivo. E proprio a suggellare questa vena estremamente action del gioco ho scelto di utilizzare armi estremamente veloci come la Doppia Spada di Bronzo (praticamente disponibile già in early game), che segna un deciso cambio di rotta rispetto alla fidata Claymore brandita nei Souls.
Passiamo allora alla descrizione del game-play, il vero fiore all’occhiello della produzione. Il fulcro è la deflessione, attivabile con il tasto cerchio. La finestra di attivazione è piuttosto permissiva e varia a seconda delle armi che utilizzate. Inoltre tenete ben presente che quando deflettete, potete deflettere TUTTO ma proprio TUTTO. Premendo 2 volte consecutivamente il tasto cerchio si attiverà invece la schivata. Tutti i personaggi del gioco presentano oltre alla barra della vita, una barra energetica che rappresenta lo spirito (che sarebbe l’analogo della postura o Ki in SEKIRO) e deflettere i colpi (attenzione: deflettere NON schivare!) o colpire ripetutamente l’avversario va a consumare la stessa fino a un punto in cui si induce uno stato di affaticamento o vulnerabilità nell’opponente che consente l’utilizzo di una mossa speciale, attivabile con il tasto triangolo, in grado di andare a impattare pesantemente sulla barra della vitalità del nemico. Per i boss questo procedimento deve essere ripetuto parecchie volte prima che capitolino. Oltre alla schivata/deflessione avrete a disposizione la parata (tasto L1) che consente di mantenere intatta la vitalità sacrificando parte della barra spirito (a differenza della deflessione, in questo caso, i colpi potenti degli avversari, anticipati da un bagliore rosso, NON possono essere parati). Per cui il suggerimento è quello di tenere sempre alta la parata e deflettere + attaccare per rompere gradualmente lo spirito del nemico fino ad infierire il colpo speciale che inciderà pesantemente sulla vitalità dello stesso. Altro aspetto interessante del game-play è il “morale”. Quando inizi un capitolo il morale è sempre 0 e aumenta a seconda del numero di “bandierine” che vai a recuperare in quel livello di gioco. Il morale alto di un nemico è indice di forza dello stesso: quell’avversario avrà difese più alte delle tue e attacchi più vigorosi. Spesso ti converrà affrontarlo verso la fine del livello, quando avrai recuperato tutte (o quasi) le bandierine sparse nel mondo di gioco in modo da avere un livello morale prossimo al suo. Questa meccanica di gioco è molto interessante perché spinge anche a esplorare da cima a fondo ogni livello ed è assolutamente necessaria per avere la meglio sugli avversari.
Quindi, ricapitolando, abbiam parlato di schivata, deflessione e parata… Ma l’attacco? Ecco, qui veramente c’è da sbizzarrirsi! Premendo il tasto R1 si aprirà la finestra delle Arti Marziali con caratteristiche precipue dell’arma in utilizzo. Con la freccia direzionale potremo poi scegliere quale delle 3-4 combo vogliamo utilizzare a seconda del ventaglio di possibilità dell’arma. I colpi inferti con le arti marziali infliggono ovviamente molto più danno rispetto ai colpi tradizionali (tasto quadrato per il colpo semplice e triangolo per il colpo pesante). Infine, premendo il tasto R2 si attiveranno le stregonerie. Queste faranno riferimento a 5 virtù rappresentate dalle 5 punte di una stella: Terra, Legno, Acqua, Fuoco e Metallo. Nello sviluppo del personaggio si andrà a investire punti in ognuno di questi elementi, sbloccando a mano a mano magie sempre più potenti. Si potranno così creare build che vedranno prevalere una virtù rispetto a un’altra. Io ad esempio ho scelto una build incentrata su Fuoco e Metallo, molto aggressiva e votata all’attacco più che alla difesa (cosa che invece avrei fatto se avessi scelto una build Terra e Acqua). Andando avanti nel gioco potrai sbloccare un secondo set di magie (le prime 4 sono attivabili mediante R2 + croce direzionale) premendo contemporaneamente L2 + R2 quindi scegliendo con croce direzionale quale magia attivare. Ecco, ho trovato quest’ultima modalità troppo macchinosa soprattutto durante le boss fight quando, nella furia del combattimento, non hai proprio il tempo di premere tutti questi tasti contemporaneamente… Un’altra meccanica di combattimento che ti offre il gioco ma che ho sfruttato poco per lo stesso motivo è il cosiddetto contrattacco con schivata. Il protagonista può portare con sè due armi, una principale e una secondaria. Quando un nemico sta per colpirti, premendo il tasto cerchio + R1 si effettua una deflessione seguita istantaneamente da un colpo con l’arma secondaria in grado di infliggere ingenti danni all’avversario. In questo caso però la finestra di deflessione è più ristretta rispetto alla normale deflessione e il rischio è quello di subire il colpo piuttosto che assestarlo. Non essendoci trofei legati al numero di contrattacchi effettuati e vista la difficoltà del colpo, ho usato raramente questa opzione di attacco.
Ho impiegato una sessantina di ore a platinare il gioco, dovendo ripetere alcune missioni (senza un minimo di frustrazione, ribadisco) per i collezionabili (le tavolette, gli Shingetsou, i gusci di cicala dorata). Attualmente mi sto cimentando nel DLC, che trovo a tratti anche più stimolante del gioco base (particolarmente apprezzate, ad esempio, delle balestre con frecce infuocate sparse nel mondo di gioco in grado di incendiare otri di olio che esplodendo aprono varchi inaspettati nello stesso). Anche i boss mi sembrano decisamente più ostici. Nel gioco base ho trovato davvero proibitivo il solo Lu Bu in forma umana. Anche Aoye è rognoso ma assolutamente fattibile con calma e pazienza. Il boss finale, indicato come 9/10 in difficoltà su GameSource l’ho sconfitto al first try ma probabilmente ero semplicemente sopralivellato. Tenete inoltre presente che potrete affrontare tutta la campagna e gli scontri con i boss chiamando in soccorso uno dei tanti personaggi che animano il gioco e con i quali raggiungerete livelli di “amicizia” sempre più alti. Infine se proprio lo scoglio fosse insormontabile, c’è sempre la possibilità di evocare qualche giocatore online pronto a darvi una mano. Quindi non vedo proprio alcuna difficoltà nel completare questo gioco (lo considero un allenamento preparatorio a SEKIRO che giocherò probabilmente il prossimo inverno per non rovinarmi l’estate…).
Chiedo scusa se mi sono dilungato sugli aspetti tecnici di Wo Long ma come ho già scritto, essendo la grafica piuttosto spartana, la trama poco avvincente e i personaggi mal caratterizzati, ho voluto privilegiare il punto di forza del gioco, ovverosia il game-play che in fondo è ciò che a noi interessa veramente! Per lo stesso motivo il voto finale sarà sicuramente ammirevole ma non certamente da Olimpo videoludico.
Voto 8.25
Il nostromo
Qui di seguito una breve carrellata di immagini e video. Buona visione!
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