giovedì 19 marzo 2015

THE ORDER 1886, PS4




BELLA MA FREDDA...


Titoli di coda su The Order 1886, la tanto attesa esclusiva Sony creata dai ragazzi di Ready At Dawn, quelli di Daxter e di God Of War Chains Of Olympus per PSP, che vantano nel loro team la presenza di un italiano, Andrea Pessino, che si è esposto in prima persona durante i mesi che hanno preceduto il lancio del gioco per cercare di placare le critiche e i dubbi circa l'effettiva qualità del titolo. Sia ben chiaro, The Order 1886, non è un brutto gioco ma semplicemente a parte la trama, l'ambientazione davvero affascinante e inusuale (Londra vittoriana mai trattata in un videogame), la varietà delle armi (se ne contano almeno una ventina, alcune davvero ben congeniate) e la grafica a dir poco superlativa, il gioco offre ben poco. Si percorrono infatti scenari realizzati alla perfezione (estrema qualità del dettaglio negli ambienti interni ed esterni, effetti di luce e movenze del viso dei protagonisti da “animation movie”) in cui paiono indistinguibili le sequenze scriptate da quelle “in game” ma cotal beltade non viene eguagliata purtroppo dal gameplay che costringe il protagonista a muoversi sostanzialmente lungo un immaginario corridoio (in perfetto stile COD!) affrontando nemici con IA di livello solo modesto, con una ripetitività di azioni da svolgere davvero disarmante. Scarsa inoltre la possibilità di interazione con gli ambienti di gioco e la distruttibilità degli stessi. 

In buona sostanza trattasi di un prodotto ottimamente impacchettato ma di scarso contenuto. Il paragone con Uncharted salta subito all'occhio ma almeno nel titolo Naugthy Dog abbondano le parti esplorative nelle quali bisogna dedicare un minimo di ragionamento e vi è un alto tasso di ironia nei personaggi. Ora, capisco che gli argomenti trattati non favoriscano l’aspetto prettamente ironico del gioco ma sicuramente un po’ di autoironia avrebbe giovato. The Order insomma si prende troppo sul serio ed è estremamente "simmetrico". Un'opera perfetta dal punto di vista estetico ma poco profonda in termini di gameplay (come del resto lo era la versione di God Of War dello stesso studio).

Non mi soffermo su uno degli argomenti presi a baluardo dalla critica e cioè l'infarcimento di Quick Time Events perché personalmente non mi dispiacciono (GOW ne è pieno zeppo eppure funziona!) o dall’eccessiva lunghezza delle fasi scriptate (il Capitano quando finì Metal Gear Solid IV disse che impiegò 18 ore di cui 5 di filmati, in cui spesso si addormentava...). Sono invece d'accordo sulla scarsa longevità del prodotto: circa 10 ore per terminare la missione principale in modalità normale con il 40% del tempo speso in filmati è davvero poco! Dico solo che il commento di mio figlio Riccardo, 7 anni, ai titoli di coda è stato "... Ma The Order dura poco!" E si sa che i bambini sono la bocca della verità...

Come già espresso più di un anno fa, da questa next gen ci aspettiamo di più, non solo in termini di grafica! Nuove idee in termini di gameplay, questo vogliamo! E soprattutto, vogliamo divertirci. Riprovaci Ready At Dawn, sarai più fortunata!


Voto 7.5
Il nostromo

giovedì 26 febbraio 2015

TITOLI DI CODA

Da oggi prende il via una nuova rubrica che andrà a sostituire le recensioni scritte per esteso sui videogiochi dal titolo "titoli di coda" (scusate il gioco di parole). Purtroppo il tempo a mia disposizione per curare questo blog è sempre meno per cui preferisco condensare le recensioni in brevi post scritti a caldo proprio mentre scorrono i titoli di coda dei giochi che vado a completare. Troverete quindi un'analisi molto meno dettagliata dei giochi ma forse più diretta e genuina! In questo primo post troverete una serie di giochi che ho ultimato tra giugno 2013 e febbraio 2015. Ho sostanzialmente "riciclato" degli SMS che inviavo a amici giusto al termine del gioco, durante lo scorrimento dei titoli di coda, alcuni dei quali scritti prima ancora che decidessi di aprire questo blog. Vorrei avere il tempo di descrivervi il tutto in maniera più professionale ma mi è impossibile. Presto vi parlerò delle aspettative, al momento deluse, di questa next gen videoludica e di un confronto pad alla mano tra PS4 e XOne. 


Ma prima, un'anticipazione quasi profetica tratta da un SMS dell'11 giugno 2013:

“E3 stravinta da Sony che con PS4 ritornerà ai fasti della PS2, senza ombra di dubbio. Uscita prevista per Natale al prezzo di 399€!! Mia al D1 ovviamente. Sarà anche l'ultima console alla quale giocherò attivamente visto che il suo ciclo si esaurirà attorno ai miei 50 anni... Poi cederò passo alla progenie con PS5… Il Capitano avrebbe meritato di vederla. Se inventassero il cloud con l'aldilà...” NOSTRadamus




GOD OF WAR ASCENSION, PS3


Titoli di coda su God of War Ascension e con questo ho giocato l'intera saga da PS2 a PS3 passando per PSP. Non per niente il Capitano mi chiamava "fantasma di Sparta"... Il gioco, che in verità non aggiunge nulla di nuovo rispetto agli altri episodi soprattutto per quanto riguarda il gameplay, ormai ripetitivo, trova nel penultimo livello (la cosiddetta "ascensore") un livello di sfida talmente alto che una volta superato ti fa sentire veramente fiero  (io mi sono acceso una sigaretta!). Il successivo scontro finale è sicuramente più facile ma a dir poco epico per la maestosità e la crudezza delle scene! Con il tasto SHARE della PS4 avrei sicuramente condiviso con qualcuno il finale. Un gioco al quale avrei dato non più di un 8 ma che scatta nel finale a un 8.5 meritatissimo. Tra gli "hack and slash" è sempre il migliore. Forse è un po' più difficile lo scontro finale con Raul in "Okuto no Ken" dove veramente rischiavo di lanciare il controller verso il televisore... Riposa in pace Kratos. Da settimana prossima sotto con "Tomb Raider" mentre GOW sarà dato dentro per la prenotazione della PS4 dagli amici del Gamestop di viale Romagna! Del multiplayer in effetti non me ne è mai importato nulla... Buonanotte.

Voto 8.5

Il nostromo





TOMB RAIDER, PS3


Con questo nuovo episodio Square-Enix ha voluto dare nuova linfa al brand ormai datato (il primo episodio uscì su PS one) riducendo e semplificando la componente esplorativa a vantaggio di quella action. In questo modo tuttavia perde tutto ciò che caratterizzava la serie Tomb Raider rispetto alle altre e finisce per trasformarsi in un clone di Uncharted. Dispiace per Lara che smette di brillare di luce propria e che da questo momento potrebbe essere tranquillamente definita la "sorella minore" di Nathan Drake! Detto questo, resta comunque un gioco fatto bene, con una bella grafica e una storia intrigante. La crescita prevalentemente emotiva di Lara (che proprio alla fine del gioco acquisisce la seconda pistola automatica e diventa la Lara della PS one) è palpabile durante il gioco che forse, rispetto agli standard della serie, è un po' troppo facile. Buona la longevità. Grafica sicuramente non all'altezza dell'inarrivabile Uncharted ma di buon livello. Il finale è aperto come ci si aspettava a un seguito dal quale mi aspetto una maggiore difficoltà negli scontri coi nemici e nelle parti esplorative con possibilmente una preponderanza delle seconde sulle prime. Desidererei inoltre che Lara fosse un po' meno "smorfiosa". Ogni evento è sottolineato da gemiti, ansimi, etc. Va bene che parliamo di una adolescente avventuriera in erba e che ho giocato a Tomb Raider dopo aver terminato God Of War (in cui un uomo da solo distrugge tutti gli dei dell'Olimpo senza fare una piega) ma alla lunga i sussulti mi davano un po' fastidio.

Voto 8.25

Il nostromo

Preview: ieri sera ho iniziato Bioshock Infinite. Qui siamo decisamente su altri livelli. Non è un gioco ma un'esperienza! Si vede che c'è dietro un'idea. Si parte dal nove virgola...





BIOSHOCK INFINITE, PS3

Titolo affascinante prevalentemente per la trama e per la raffinatezza con la quale essa si sviluppa, per i continui riferimenti storici, per l'elegante colonna sonora di gusto retrò. Il gioco è anche solido nel gameplay anche se forse avrei incrementato la difficoltà visto che in caso di decesso si viene rianimati dalla compagna senza respawn dei nemici già uccisi... Devo dire che all'ultimo livello comunque tutti i nodi vengono al pettine e la vittoria finale bisogna guadagnarsela! Grafica sui livelli medio-alti come è tipico dell'Unreal Engine. Doppiaggi di livello assoluto. Finale al limite del delirio. Insomma un gioco che si vede essere stato scritto da un genio. Se fosse anche il mio genere preferito sarebbe un gioco perfetto! Si ferma al 9.25. Nel 2013 lo vedo dietro solo a Ni No Kuni e a The Last Of Us che ho appena iniziato ma che si attesta su livelli di irraggiungibilità.

Voto 9.25

Il nostromo





THE LAST OF US, PS3


Semplicemente il "canto del cigno" dell'attuale generazione di console come già lo era stato GOD OF WAR II per PS2. Uno dei rari casi in cui la sceneggiatura e la grafica sono parimenti al top di categoria! In questo gioco vengono richiamate meccaniche di gioco emozionanti quali protezione e cooperazione con bambino (vedi ICO) con tutto il carico emotivo che ne deriva, appassionanti fasi stealth con necessità di creare armi e medicamenti per poter proseguire nel gioco (nella miglior tradizione survival-horror), fasi action con la miglior intelligenza artificiale degli avversari mai vista in game (ebbene sì, anche superiore a quella evidenziata in Killzone 2; gli scontri con i "clickers" sono veramente al cardiopalma ed estremamente tattici!), il tutto legato da una trama e da una narrazione degna dei migliori episodi di The Walking Dead! Francamente difetti non ne ho trovati se non il finale (non finale) che apre per forza di cose a un seguito. Insomma, complimenti ai Naughty Dog per questa nuova IP che alza l'asticella del gaming e apre le porte alla nuova generazione videoludica.

Voto 9.75 (giusto perché la perfezione non esiste)! 
Il nostromo





CASTLEVANIA LORDS OF SHADOW 2, PS3


Nonostante i pessimi giudizi ottenuti dalla critica (voto Metacritic 66!!) il gioco mi è piaciuto assai. Certo ha perso l'epicità del primo episodio, i meccanismi di gioco ricalcano quelli collaudati del primo quindi, in fondo, non ci sono queste grandi novità ma il gioco risulta godibile, divertente e con una trama dignitosa. Anche le famose fasi "stealth" tanto bistrattate mi sono sembrate un valido diversivo a un gioco che altrimenti sarebbe una sorta di God of War vampiresco... Ottima longevità, grafica nella media ma grande giocabilità! Forse le sfide con i boss sono risultate un po' sotto le aspettative in quanto nel primo episodio, seppur meno numerose, erano più impegnative e evocative. Ma in quella circostanza i ragazzi di Mercury Steam di Konami vennero supportati dal maestro Kojima e non è poco... Tra l'altro Castlevania era il titolo che il Capitano attendeva con ansia ma è morto prima che venisse pubblicato purtroppo, per cui gli dedico anche questo secondo episodio. Sempre evviva il Capitano!

Voto 8
Il nostromo





WATCH DOGS, PS4


Era il gioco più atteso dell'anno. Hype incredibile dai tempi dell'annuncio di Ubisoft 3 anni fa. Il gioco ha in parte soddisfatto le mie aspettative. Tanto per cominciare non sono un fan di GTA quindi il mio giudizio su WD non risente dell'influenza del titolo di Rockstar Games. In soldoni, a me è piaciuto! La trama non l'ho trovata affatto scontata e la possibilità di interagire con TUTTI i personaggi che si incontrano per strada rende l'esperienza meno anonima che in altri giochi. Certo che se Boston è quella che trasuda dalle conversazioni "captate" dal cellulare di Aiden Pierce, il protagonista, non dev'essere un bel posto da vivere. Mi è rimasta impressa una intercettazione in cui una ragazza si lamentava del lavandino del fidanzato intasato dallo sperma!! Il gioco alterna fasi stealth (in cui si possono aggirare i nemici attivando carrelli elevatori o distrarli facendo attivare qualche pannello energetico) ad altre (in realtà la maggioranza) veramente action. E' insomma molto divertente e non mi ha affatto annoiato girovagare per Boston a caccia degli obiettivi principali e secondari. Non ho neanche trovato particolari problemi alla guida degli autoveicoli come letto in giro ma non ho il metro di paragone di GTA. Credo che avrebbero potuto sfruttare di più l'interazione con il treno (come nel trailer di lancio di un anno fa!!) e con i battelli. Un'altra pecca è che il titolo è ancora cross-gen quindi la grafica è la solita PS3 upgraded.

Voto 8.5
Il nostromo





METAL GEAR RISING REVENGEANCE, PS3 


Titoli di coda su Metal Gear Rising Revengeance, interrotto il 28 dicembre 2013 allo scontro con il boss finale per la difficoltà dello stesso e ripreso stamattina (3 agosto 2014) per assenza di novità videoludiche (sigh)! Questo è un gioco che, pur con tutti i limiti grafici del caso, si annovera tra i più divertenti che abbia mai giocato. Il prodotto è targato Platinum Games (quelli di Bayonetta per intenderci) e si vede. Marchio di fabbrica: la tamarraggine! Il gioco è pura azione e adrenalina, pieno di humor e con un combat system stellare. Pieno zeppo di situazioni al limite dell'assurdo. Possibilità di tagliare a fette tutto ciò che ti capita davanti. Si nota la mano di Kojima sulla story line, tanto per cambiare... Come già anticipato è stato arduo sconfiggere il boss finale (secondo solo a Raul in Okuto no Ken...) ma alla fine è crollato pure lui! Colonna sonora ovviamente tamarrissima! 

Voto 8
Il nostromo





DESTINY, PS4


Titoli di coda su Destiny, il gioco più atteso su next gen assieme a Watch Dogs, anche se in effetti i titoli di coda non si sono visti come a significare che in realtà il gioco inizia adesso (forse l'avevo già scritto con Skyrim...). Destiny è infatti solo un contenitore per poi intraprendere un'infinità di battaglie online tra guardiani di diverse squadre (6 vs 6), tutti contro tutti, 3 insieme contro un'infinità di nemici etc. Il gioco presenta pertanto due lati della medaglia: la prima, legata alla trama principale ovvero alla modalità single player, assolutamente mediocre, senza colpi di scena. Una sorta di tutorial per il gioco online che rappresenta l'altro lato della medaglia. Io stesso che odio il gioco online ho trovato molto gusto nell'affrontare le cosiddette "missioni dell'avanguardia" in modalità cooperativa con altri 2 giocatori sconosciuti che collaborano al tuo fianco. Davvero divertente! Per quanto riguarda il gameplay ho definito Destiny un "Duke Nukem" con grafica eccelsa e modalità online... Questo la dice lunga sul gioco. Sostanzialmente si spara all'infinito E BASTA, proprio così! Ma la caratterizzazione grafica del personaggio, la varietà delle armi e la bellezza degli scenari fantascientifici lo rendono divertentissimo! All'inizio avevo denigrato il gioco proprio per la sua piattezza di fondo ma alla fine ho colto la sua essenza che è la splendida modalità online. Un plauso ai ragazzi di Bungie per avere saputo rendere fruibile dall'inizio la modalità online senza intoppi sui server nonostante i milioni di utenti collegati sin dal day one (con buona pace  degli Evolution Studios con il loro fallimentare Drive Club!). 


Voto 8 (NB Watch Dogs aveva preso 8.5 perché a mio modo di vedere anche se inferiore tecnicamente presenta novità di assoluto rilievo nel gameplay).

Il nostromo  





ASSASSIN'S CREED UNITY, PS4


Titoli di coda su Assassin's Creed Unity! Come al solito non ho capito una fava sulla trama... Il gioco è assolutamente godibile e divertente, tanto per cambiare l'ho spolpato quasi fino all'osso perché è sempre affascinante poter girovagare per le città del mondo (questa volta tocca alla Parigi della rivoluzione francese) in assoluta libertà. Certo, alla fine la minestra è sempre quella e la difficoltà rasenta lo zero, tanto per cambiare. Le meccaniche stealth sono a mio modo di vedere troppo poco usate e la pur vasta mappa viene purtroppo visitata in maniera reiterata solo in alcuni punti. Avrei gradito la possibilità, come ai vecchi tempi, di ripararti dietro a un avversario quando ti sparano. Insomma il capitolo 2 resta il migliore e l'ambientazione Italica Rinascimentale era sicuramente molto più evocativa. Pure il capitolo precedente, ambientato nei Caraibi e a sfondo piratesco mi ha intrigato di più anche perché era effettivamente diverso come ambientazione dagli altri.

Voto 8
Il nostromo





SUNSET OVERDRIVE, XBOX One


Titoli di coda su Sunset Overdrive il primo gioco che ho finito su console XOne! Gli autori sono gli Insomniac Games, quelli di Spyro, Ratchet and Clank e Resistance della console Sony che hanno abbandonato la "mamma" per approdare a Microsoft con questa esclusiva e soprattutto con una nuova IP. Il risultato è fantastico! Il gioco è assolutamente fuori di testa. Vesti i panni di un magazziniere che si trova a fronteggiare un'orda di esseri umani trasformati in mostri da una bibita messa sul mercato da un'industria chiamata Fizzco. Il magazziniere, che ben presto diventerà un eroe, acquisisce in poco tempo la capacità di scivolare su tutte le superfici "grindabili" della città (la surreale Sunset City) oltre a usare tutta una serie di armi assolutamente improponibili tipo lancia pupazzi esplosivi e quant'altro. Una volta presa confidenza coi comandi il gioco è davvero godibile e molto ironico. I colori sono estremamente sgargianti e la grafica e le ambientazioni stupende anche se un po' ripetitive. I personaggi sono ben caratterizzati e con grande personalità e sono uno più strampalato dell'altro. L'ironia insomma la fa da padrona. Il gameplay è finalmente qualcosa di innovativo e di questi tempi non è poco... Il gioco ha una durata soddisfacente e una difficoltà medio-bassa. Qualche doveroso paragone con la PS4: grafica assolutamente all'altezza dell'ammiraglia sony, palette cromatica forse ancora migliore! Il controller XOne mi sembra più solido e maneggevole della controparte sony. Al momento il top dell'esclusiva Sony sul mercato è Infamous ma questo non è certo da meno. Credo, in buona sostanza, che a differenza dei dati di vendita tra Sony e Microsoft, le due console siano pressoché sovrapponibili in quanto a potenza effettiva. La differenza la faranno le esclusive. Sony ne ha sicuramente qualcuna in più di Microsoft sulla carta ma The Order 1886 docet: il flop è dietro l'angolo. In questo caso comunque, per una volta: "W il gameplay!!"

Voto 8.5
Il nostromo


lunedì 2 giugno 2014

INFAMOUS SECOND SON, PS4


PIU' POLIGONI, MENO CERVELLO



Titoli di coda sul primo gioco next gen first party per PS4 (Killzone Shadow Fall l'ho considerato una sorta di demo...) ma il giudizio non è troppo lusinghiero.
All'innegabile nonché prevedibile salto di qualità grafico (la mole poligonale utilizzata per definire il protagonista è impressionante così come alcuni squarci di Seattle o alcuni effetti particellari - fumo, neon, esplosioni, pioggia, etc.) non è sicuramente corrisposto alcun miglioramento in termini di gameplay che è rimasto pressoché immutato rispetto ai due precedenti capitoli. 

A dire il vero, anche sul versante squisitamente tecnico del gioco si riscontano dei piccoli limiti. In particolare quel benedetto movimento "leggero" del protagonista, ben lontano dalla sensazione di "pesantezza" che si ha quando si manovrano personaggi di altre serie (Assassin's Creed o Batman, per citarne alcuni) ma purtroppo simile ad alcuni giochi (pure tripla A) targati Sony (Nathan Drake ha lo stesso difetto in Uncharted così come Kratos in GOW, seppure in misura minore). In questi giochi il protagonista sembra avulso dal contesto e si muove come se si librasse nell'etere, privo di qualsiasi interazione fisica con l'ambiente circostante! Sia ben chiaro che questa particolare notazione è estremamente personale e può essere che non abbia riscontro in altri utenti.

Inoltre mi sarei aspettato, vista la potenza della nuova console, un maggior numero di boss di una certa dimensione. Purtroppo la maggior parte del tempo viene trascorsa nel liberare i vari quartieri di Seattle dai commando di UDP in cui si riconoscono al massimo 3-4 tipologie di avversari con pattern di attacco differenti e con IA non certo d'alto livello...

Il gioco a modalità normale non offre infatti livelli di sfida sufficienti, soprattutto dopo che sono stati acquisiti i primi superpoteri (ho trovato stimolante solo lo scontro con il conduit angelico che ti consente di apprendere il potere "video"). Scarsa è la distruttibilità dell'ambiente di gioco. Modesta anche l'implementazione del tasto touch del DS4, utilizzato per poche e ripetitive azioni (premendolo si ottiene l'aspirazione di fumo, neon e quant'altro; sfiorandolo in orizzontale o verticale in alcune particolari situazioni si potranno aprire le gabbie in cui venivano rinchiusi i civili dai militari, sabotare torrette mitragliatrici e poco altro) o della funzione oscilloscopio dello stesso (ponendo in verticale e agitando il joystick si ricarica la bomboletta spray per dipingere i murales) ma si poteva fare di più.

Tutte queste azioni sono state comunque sviluppate con una grafica davvero spettacolare. In alcuni frangenti non riesci a fare a meno di fermarti ad ammirare dalla cima dei grattacieli i quartieri di Seattle perdersi a vista d'occhio.

Il sonoro, al contrario, non mi ha destato particolari emozioni (soprattutto la colonna sonora, assolutamente impalpabile).

Per quanto riguarda la trama ci troviamo a dover fronteggiare un'organizzazione militare (UDP) nella città di Seattle atta a difendere i civili dai cosiddetti "conduit" (umani dotati di particolari poteri) additati di essere responsabili di attacchi terroristici contro la specie umana, la cui fondatrice, Augustine, è una conduit stessa.

In alcuni punti del gioco ci troveremo di fronte alla fatidica scelta "proba vs infame" e così avanti fino al termine del gioco. Le uniche parti che ho trovato emotivamente ben sviluppate sono quelle del rapporto tra il protagonista Delsin Rowe e suo fratello Reggie (il vero sosia di Javier Zanetti!), un militare che comprende ben presto la minaccia tesa dalla spietata rivale di Delsin all'umanità. 

Il protagonista incontrerà sul suo percorso alcuni conduit dai quali assorbirà i poteri con un meccanismo di crescita già visto in [Prototype] fino all'impressionante scontro finale col boss.

In conclusione ci troviamo senza dubbio di fronte al migliore dei 3 episodi della saga InFamous ma solo per merito dell'aspetto grafico. Nella scarsità di offerte videoludiche next gen, InFamous Second Son trova sicuramente una buona collocazione ma ci aspettiamo sicuramente di più da SCE.



Voto 8
Il nostromo

lunedì 9 dicembre 2013

PlayStation 4: aspettando il futuro!







Perché l'unboxing al Day One? Lo so, è cosa da nerd ma trattandosi dell'ultima console che mi regalerò (ho 43 anni, la vita media delle console è 7-10 anni, dubito che a 50 anni suonati abbia ancora di queste pulsioni...) ho voluto festeggiare in questo modo l'acquisto. Dedico questa recensione al Capitano col quale avrei condiviso sicuramente questi momenti. Evviva il Capitano!

Era il Natale del 1982 quando mio padre ci regalò l'Atari VCS 2600. 



Ricordo che ci arrampicammo a fatica sul mobile più alto della camera da letto dei miei e trovammo l'oggetto del desiderio di quell'anno, ancora imballato nel sacchetto con il nome del negozio dove era stato acquistato... Solo parecchi anni più tardi, nel 2007, discutendo con il Capitano delle nostre esperienze videoludiche, mi resi conto di quanto fummo fortunati perché mi disse che avrebbe tanto desiderato a quell'epoca un videogioco, cosa che la sua famiglia non aveva potuto permettersi...
A quei tempi se volevi videogiocare dovevi andare al bar o in sala giochi e il desiderio di tutti era di poter giocare in casa propria la controparte arcade. I risultati di quelle conversioni, ovviamente, non erano proprio sensazionali. Pensate alla versione home di Pac-Man (Atari, 1982) 



o di Burger Time (Intellivision, 1982) giusto per non far torto a nessuno e per testimoniare che l'origine della "console war" si perde nella notte dei tempi... Ma la magia che scaturiva da quella cozzaglia di pixel animati da un processore da 128 byte e guidati da un joystick composto da leva e un unico tasto, era incredibile! La magia stava nel “gameplay" (o "giocabilità") il resto lo faceva la nostra fantasia e immaginazione.


Da allora di console "sotto i ponti" (e a casa nostra, per la gioia di nostro padre...) ne sono passate e ormai l'emulazione dei giochi da bar è stata ampiamente surclassata da realizzazioni videoludiche home assolutamente avveniristiche e con dispiegamenti di risorse per realizzarle da fare invidia, talvolta, alle produzioni cinematografiche. Adesso i giochi vantano una grafica incredibile, quasi da realtà virtuale, si può giocare in rete e sfidare online utenti dall'altra parte del mondo!
Tuttavia, quello che spesso è mancato, è la qualità del "gameplay", quel quid che ti fa rendere magico un gioco al di là del fatto che sia più o meno bello graficamente.

Pensate a  giochi come ICO per PS2,



titolo pubblicato nel lontano 2001, che è tutt’ora attualissimo: grafica ovviamente ormai superata, funzioni controller limitate a leva per il comando, tasto per il salto e tasto per l’attacco (quasi quasi poteva bastare il joystick Atari!) ma la semplicità del “gameplay" e l’incredibile intreccio narrativo garantivano giocabilità e coinvolgimento totale. Potrei citare addirittura un gioco dell’Atari 2600 che è sempre a mio giudizio appassionante e moderno: Beamrider



prodotto da Activision nel 1983. E' una sorta di Space Invaders su binari sviluppato anzichè in verticale, in profondità. Semplice e avvincente. Ancora oggi mi ritrovo a giocarci qualche partita! 
Adesso fa tanto clamore Resogun, un clone di Defender (Williams, 1980!) con grafica stellare ma pur sempre un clone di Defender…

Tutto questo per esprimere ciò che mi aspetto da questa nuova generazione di console: il top della "giocabilità" per mezzo dello sviluppo di idee di gioco originali e fantasiose (notate: niente che faccia riferimento alla potenza di calcolo dei nuovi processori integrati) associate a un nuovo modo di approccio al gioco rispetto al passato. Ritengo che questo sarà il compito più difficile per gli attuali programmatori i quali non hanno ormai più scusanti: con le attuali console e i nuovi controllers (faccio riferimento a Kinect, Move e compagnia bella) sarà possibile dar sfogo a tutte le loro fantasie (personalmente sto ancora aspettando la simulazione definitiva della spada laser di Star Wars!!). Per forza di cose, dovranno essere tuttavia molto più spregiudicati rispetto al passato: ora hanno tutte le armi a disposizione per realizzare le idee ma sono queste che non devono mancare! A proposito di spregiudicatezza, l’apertura di Sony ai giochi “indie” va proprio in questa direzione. Su PSVita e PS4 sarà dato sempre più spazio a programmatori indipendenti che, senza doversi preoccupare del budget (bugia...), svilupperanno giochi estremamente originali. Porto ad esempio la mia esperienza personale con PSVita: i giochi più interessanti ai quali ho giocato sono titoli rigorosamente "indie" (Limbo, Mutants Blob Attack, Guacamelee!, Sine Mora e Hotline Miami).

Questo è in sintesi ciò che vorrei dalla next gen ma vediamo quel (poco, per ora) che già offre. Salto a piè pari la descrizione delle caratteristiche tecniche della PS4 anche perché troverete ampie recensioni sui siti più disparati e competenti di questo (ricordo solo che è potente 10 volte la PS3!). Mi concentrerò invece sull'impatto che ho avuto all'apertura della scatola d’imballo e dopo i test con i primi giochi. 
Innanzitutto la console ha un design fantastico. E' più piccola e leggera della PS3, ha la forma di due parallelepipedi affiancati,


è divisa da una banda luminosa orizzontale in due quadranti di cui il più piccolo, quello superiore, è laccato, il che dona alla superficie la caratteristica della riflettenza (l’altro lato della medaglia è che inevitabilmente tende ad attirare molta polvere). Insomma, scordatevi le linee morbide della PS3 perché qui si rievoca il modello della PS2: il monolite nero è tornato! 
Il Day One!
L’avvio è rapido e dopo una fulminea schermata nera con logo bianco PlayStation nel centro si apre un'ulteriore schermata in cui si deve decidere se accedere in qualità di utente registrato o come ospite. La connessione al sistema PSN risulta immediata così come velocità di caricamento delle pagine dello stesso (questa è una sostanziale differenza rispetto a PS3, dove bisognava pazientare non poco). Tramite l'aggiornamento della App del PS store su smartphone è inoltre possibile acquistare giochi in rapidità anche dal cellulare (la qual cosa era già attiva sul sistema Microsoft) che può essere utilizzato a sua volta come telecomando. Anche la connessione PS4-PSVita è risultata estremamente facilitata grazie all’installazione dell’ultimo firmware della portatile che ha garantito l'interazione pressoché istantanea delle due console! La PSVita può essere utilizzata anch’essa come telecomando, come controller vero e proprio o per giocare in “Remote Play” (utile quando, ad esempio, sei in una fase concitata del gioco e tua figlia vuole guardare "Violetta"! Puoi recarti in un’altra stanza con la PSVita e proseguire la partita, connessione wi-fi permettendo…).
Ho inoltre testato con i bambini (per i possessori di PS Eye)



il software gratuito The Playroom constatando quanto il nuovo controller Dual Shock 4, dotato di led posteriore
che ne permette l'interazione con la telecamera (rendendolo un analogo del controller Move a tutti gli effetti!), sia potente. Lo sfregamento del tasto touch verso l'alto ha consentito di generare una serie di robottini che fuoriuscivano dal joystick riempiendo gradualmente lo schermo (e la stanza). Ottima l'interazione degli stessi con gli elementi reali ripresi dalla telecamera (tappeto, divano, etc) con grande resa di tridimensionalità (mia figlia si divertiva a farsi coprire distesa sul tappeto da questi personaggi)! All'interno della nuova PS Eye è stato inoltre implementato il comando vocale per impartire ordini alla console senza premere tasti (vedi Kinect). In linea di massima si tratta di un netto passo avanti rispetto alla precedente versione su PS3.
Ma la cosa che al momento mi ha colpito maggiormente è la qualità tecnica del controller Dual Shock 4: finalmente i due stick sono dotati di grande sensibilità e consentono di graduare al meglio l'entità del movimento a seconda della pressione esercitata. Da segnalare la scomparsa dei tasti Start e Select, sostituiti dal tasto Options (che in qualche modo li congloba) e dal famigerato tasto Share,




premendo il quale durante una sessione di gioco si avvia uno schermo con tre icone selezionando le quali è possibile a) condividere un'immagine tratta dal gioco; b) condividere una scena video tratta dal gioco; c) condividere il gioco stesso con altro utente. Devo dire che questo tasto "magico" è quello che più mi ha incuriosito fin dalla presentazione della console e suscita in me grandi attese (è il riferimento, sicuramente criptico, della citazione di "Matrix" nell'Unboxing video). Ho ricevuto analoga impressione favorevole dai grilletti posteriori, adesso effettivamente a forma di "grilletti" cioè concavi (sembrerà banale ma è così...). Insomma, tenendo in mano il nuovo Dual Shock 4 i controllers della PS3 vi sembreranno quasi dei giocattoli! Vi ricordate la pubblicità della Nike in occasione dell'arrivo all'Inter di Ronaldo? E' davvero il caso di dire: "La potenza è nulla senza controller!
La potenza è nulla senza "controller"

Per quanto riguarda la parte videoludica vera e propria, al momento ho testato solo Assassin's Creed IV restando colpito (non esageriamo...) dalla qualità della grafica (texture a livelli mai visti prima in episodio della serie) e dei colori (palette cromatica variegata e luminosissima). Il mare è stato realizzato come non lo si era mai visto prima (e pure la sabbia supera quella incredibile sperimentata su Uncharted 3!). Certo, per ora, nulla che faccia gridare al miracolo. D'altronde la versione per PS4 del gioco non è altro che la versione PS3 "upscaled" a 1080p e con qualche elemento "in game" in più. Anche l'implementazione del tasto touch centrale ha la sua utilità ma, per carità, nulla di imprescindibile (al momento consente solo lo scorrimento agevole delle mappe col il dito). Ieri peraltro, in occasione dell’ennesima strage di templari (ebbene sì, la difficoltà resta sempre la stessa del brand, cioè prossima allo zero) sono anche incappato in un effetto "rag doll" su una salma che proprio non mi sarei aspettato… Mi ha invece impressionato ancora una volta la velocità di caricamento del gioco e dei salvataggi.

In conclusione: l’acquisto al Day One di questa nuova console è stato forse un po’ prematuro. La pubblicità della Sony recita infatti "See The Future" e fa riferimento a qualcosa che di fatto ancora non c'è... I giochi attualmente disponibili per PS4 non valgono a mio giudizio l'accantonamento dalla collaudata PS3 che sicuramente ha ancora qualche "colpo in canna" da sparare prima del Game Over definitivo (a proposito: The Last Of Us è stato davvero il "canto del cigno" dell'attuale generazione come God Of War 2 lo era stato per la PS2?). Rinvierei pertanto l'acquisto da parte dell'utente medio almeno all’estate 2014 quando sicuramente il software sarà adeguato alle aspettative. Certo è che la potenza a disposizione della nuova console targata Sony è impressionante e lascia intravvedere incredibili possibilità di divertimento per noi utenti. E allora, coraggio, fateci divertire!



Il nostromo