domenica 5 maggio 2019

DARKSIDERS III, PS4



IL TALENTO NON SI COMPRA...


Titoli di coda su Darksiders III, ultimo ma non conclusivo capitolo (almeno così sembrerebbe dal finale del gioco) della saga videoludica dedicata ai Cavalieri dell’Apocalisse, ideato dagli ex Vigil Games (ora Gunfire Games), già autori dei precedenti due capitoli della serie.

Inizio subito col dire che dei tre capitoli quello che mi è piaciuto di più resta decisamente il primo, vuoi perché nel team ai tempi figurava un certo Joe Madureira, vuoi perché il personaggio di Guerra è sicuramente più affascinante di Furia (e Morte). C’è inoltre da sottolineare il basso budget di cui disponevano i Gunfire per questo prodotto per cui il livello grafico generale appare decisamente sottotono nonchè alquanto datato (mia figlia vedendomi giocare ha esclamato: “Skylanders??”. E tenete presente che non ho giocato ad alcun episodio di Skylanders su PS4...)

Tuttavia, questi ragazzi ci sanno davvero fare coi videogiochi per cui tappandosi accuratamente il naso per quanto riguarda il lato meramente grafico, per il resto ci troviamo di fronte a un titolo decisamente solido e vario nel gameplay. Come al solito è il level design a sorprendere, con tutta una serie di aree di gioco non accessibili inizialmente ma che potranno essere raggiunte in un secondo momento con l’acquisizione di particolari poteri o armi da parte di Furia, la protagonista (tra i vari poteri acquisiti vi segnalo che quello del magnetismo è davvero ben realizzato!) In effetti il punto di forza dei Vigil Games è sempre stato il non essere in grado di inventare nulla di nuovo ma di rielaborare ciò che già esisteva in ambito ludico in maniera intelligente. Ricordo che amai il primo Darksiders perché era un misto tra God Of War, Metroid e Zelda! Ecco, in questo episodio, i programmatori vi hanno messo pure una “spruzzata” dei “souls”! E in effetti, portare a termine la missione, non sarà assolutamente facile e bisognerà armarsi di santa pazienza per avere la meglio dei numerosi avversari che compariranno sullo schermo e che converrà affrontare uno per volta in perfetto stile “souls” (ovviamente piuttosto annacquato). La “schivata” la farà insomma da padrona, si era capito... Come dicevo, un fiore all’occhiello della produzione è il level design: in questo episodio, in maniera molto più accentuata rispetto agli altri due capitoli, avremo tutta una serie di passaggi segreti da sbloccare da inizio a fine livello con possibilità di salvataggio in corrispondenza del demone Vulgrim (ebbene sì c’è ancora lui, il famoso mercante di talismani!) che spesso sarà collocato proprio in prossimità del boss (uno dei 7 Peccati Capitali da eliminare) in perfetto stile souls-like. Gli scontri con gli stessi boss risultano divertenti, appaganti ma mai frustranti. Per quanto riguarda la trama c’è veramente poco da dire in quanto assolutamente superficiale. Non particolarmente entusiasmante la colonna sonora mentre un plauso va sicuramente agli effetti audio in game che consentono di calibrare perfettamente le schivate (ad esempio sincronizzandoci col sibilo di una sciabolata di un demone), di scoprire tesori in aree segrete o esseri umani che chiedono aiuto e spesso sono nascosti da macerie o altre barriere che non consentono la loro immediata visualizzazione. Nel mondo di gioco gli umani da salvare sono 20 ma mi sono fermato a 19... L’ultimo era proprio nascosto bene, accidenti!

In conclusione un gioco assolutamente onesto, firmato da un gruppo di programmatori talentuoso che mi auguro nel prossimo capitolo possa avere a disposizione un budget da tripla A. Se così fosse (e con un pizzico di originalità in più) i redivivi Gunfire potrebbero regalarci davvero un capolavoro!

Voto 8
Il nostromo

venerdì 19 aprile 2019

DEVIL MAY CRY V, PS4



QUELLA "V" NON STA PER "5"...


Titoli di coda su Davil May Cry V, ennesimo ottimo titolo sfornato da una rinata Capcom!

Si dice in giro che il gioco non sia all'altezza di Bayonetta ma questo è ovvio anche perché in regia non c'è più da tempo il geniale Hideki Kamiya che in questo momento starà concependo il terzo episodio della serie dedicato alla Strega di Umbra...

Detto questo, il gioco si fa apprezzare innanzitutto perchè non si prende troppo sul serio e poi per la scarsa longevità! Sembra un controsenso ma vi assicuro che dopo 5 mesi trascorsi a giocare a Red Dead Redemption 2 avevo proprio bisogno di un gioco scanzonato, fruibile e immediato ed in effetti così è stato.

Di questo gioco ho apprezzato sicuramente la grafica (davvero stupendo il colpo d'occhio lasciato dal RE Engine di Capcom, il nuovo motore grafico che da' sicuramente il meglio di sé nelle espressioni facciali, davvero stupefacenti!), il gameplay variegato (a parte le innumerevoli armi e tecniche di combattimento disponibili e sbloccabili, ci troveremo a condurre alternativamente 3 personaggi durante il gioco: Dante, Nero e il misterioso "V") e il fantastico intreccio della trama per cui le vicende dei 3 protagonisti si svolgeranno su piani paralleli (e su continui flashback) fino alla favolosa conclusione in cui li avremo tutti quanti nella stessa scena (in questo mi ha ricordato un po' quel gioiello che è stato NieR Automata).

Certo, manca quell'arroganza decisamente sopra le righe di Bayonetta, il suo gameplay tecnicamente prodigioso e appagante, l'ironia delle scene oltre l'inverosimile (qui si arriva all'inverosimile ma con un'ironia un po' scontata...), gli scontri interminabili coi mega-boss, insomma, manca il genio di Kamiya ma state certi che anche questa produzione saprà intrattenervi e divertirvi per tutte le 15 ore circa di durata. E davvero mi auguro che Capcom sappia continuare nel solco di questa nuova via (RE VIII e remakes vari, Monster Hunter World, etc) perché è una "major" di quelle storiche e dispiaceva per la mediocrità nella quale stava sprofondando.

Attendiamo pertanto con piacere il prossimo capitolo "VI" (che non corrisponderà a un numero neanche stavolta...).


Voto 8.25
Il nostromo

domenica 28 ottobre 2018

GOD OF WAR, PS4


KRATOS, SEI TU??


Titoli di coda su God of War, l’ultimo capitolo della serie dedicata al “Fantasma di Sparta” che ha preso una direzione totalmente nuova (da cui il titolo God Of War e non God Of War IV, come avrebbe dovuto essere) passando da essere un hack’n’ slash in 2D a un gioco in terza persona con visuale ravvicinata (dalle spalle), per intenderci in perfetto stile The Last of Us. Molto gradito il ritorno in cabina di regia di Kory Barlog, il direttore artistico dei primi due episodi della saga!

Ci troveremo davanti a un Kratos molto più maturo che ha messo da parte le proprie velleità divine per vivere una vita tranquilla nelle terre delle divinità norrene, dedicandosi alla caccia e alla cura del proprio figlio, Atreus. Purtroppo però, nel viaggio che lo condurrà sulla sommità del monte più alto dei Nove Regni per spargere le ceneri della consorte Faye (in realtà la seconda moglie: la prima la uccise erroneamente assieme alla figlia Calliope durante un attacco a un tempio inviolabile dedicato ad Atena...), una guerriera che successivamente si rivelerà essere anch’essa una divinità, si troverà a dover fare i conti col proprio passato divino e in buona sostanza dovrà riappropriarsi dei propri poteri (nonché delle leggendarie Lame del Caos - vedi trofeo “Chi Si Rivede” a dir poco emozionante all’atto del conseguimento!) per poter fronteggiare chiunque si opponesse a questo obiettivo. Durante il percorso sarà fondamentale l’apporto del figlioletto Atreus che da imberbe cacciatore di cervi diventerà il più affidabile e valido compagno di avventura di Kratos.

Il primo commento che mi sento di fare relativamente al gioco è che all’inizio non vi sembrerà di giocare a God Of War. Per i fans della saga trovarsi di fronte Kratos con la barba incolta, lento e impacciato nei movimenti e alle prese con attività da puericultore, vi darà sicuramente brutte sensazioni…
Vi inoltro a riguardo alcuni SMS inviati a compagni videoludici durante le prime ore di gioco:
Finito il capitolo introduttivo di GOW. Ebbene: non è GOW! E’ un altro gioco.  Poi, che il gioco sia fantastico dal punto di vista grafico, narrato in maniera superba (ebbene sì: ci sono dialoghi anche intimistici e la personalità dei protagonisti viene approfondita in maniera più che convincente), gli scontri continuano a essere cruenti ma con quel “patinato” da next gen che in qualche modo hanno progressivamente “ammorbidito” per così dire Kratos (il primo GOW era crudo, sanguigno; già il secondo episodio, con le lame del caos dorate mi dava un senso di “imborghesimento”!) Ci troviamo di fronte a un incrocio tra Uncharted e The Last Of Us. Insomma, i  Naughty Dogs hanno influenzato pure i Santa Monica... A questo punto, chapeau per i Guerrilla che, almeno, hanno cambiato totalmente direzione con Horizon! Per questo non capisco tutti questi giudizi positivi. Però, essendo alla prima ora di gioco, può darsi che proprio i legami contenutistici con la vecchia serie facciano la differenza. Al momento vedo solo un gioco tecnicamente spettacolare. Spero di ricredermi perché il Fantasma di Sparta, in fondo, non mi ha mai deluso, neanche su portatile.”

E ancora:
“Diciamo che la cosa che mi ha deluso è che GOW aveva il suo marchio di fabbrica. Adesso non ce l’ha più, un po’ come il nuovo Tomb Raider. Detto questo non vedo l’ora di rigiocarci perché è fighissimo ma un fan della serie come me (giocati tutti i capitoli dal primo all’ultimo compresi i 2 su PSP) può restare un po’ con l’amaro in bocca all’inizio.”

Ma di lì a poco le cose magicamente cambiano:
“Seconda volta che gioco a GOW da quando l’ho preso... Una volta che hai metabolizzato il fatto che è virtualmente un altro gioco, devo ammettere che è fantastico! Il sistema di combattimento è mutuato dai Souls, la componente ruolistica è molto presente, gli scontri coi nemici sono divertenti e appaganti, è pieno zeppo di aree segrete, di enigmi e tesori. Provi la sensazione, che solo i grandi giochi sanno dare, di volerlo gustare pian piano (pure troppo...). Cancellate il paragone con Uncharted. Direi che al momento è un mix tra The Last of Us, i Souls e quel gran gioco che è stato il primo Darksiders per la componente di backtracking e la corposità degli avversari.”

Insomma, superato lo shock iniziale il gioco si aprirà e svelerà tutta la propria profondità sia in termini di scontri con i nemici comuni e con i boss, cruenti come in passato (rivedremo anche i fidati Quick Time Event, non dubitate), sia in termini di perlustrazione e backtracking (alcune aree non accessibili inizialmente lo diverranno successivamente all’acquisizione di alcuni particolari poteri) sia in termini di storyline (apprezzerete finalmente  la presenza dei dialoghi!).

Per cui, gustatevi il gioco in tutta calma ma nel contempo cercate di potenziarvi al massimo se volete affrontare le sfide più difficili e appaganti proposte dal gioco e cioè gli scontri con le Valkyrie. In particolare, se volete sconfiggere la regina Sigrun, davvero ostica, dovrete acquisire particolari armature e potenziare al massimo le armi in uso (il Leviatano e le Lame del Caos) superando le impegnative sfide nei Regni della Nebbia (Nilfheim) e del Fuoco (Musphelleim). Questo gioco a livello medio di difficoltà, garantirà un tasso di sfida assolutamente soddisfacente e ben bilanciato (direi che solo Sigrun è effettivamente un gradino sopra gli altri avversari per difficoltà e sarà davvero difficile sfilarle l’elmetto dal capo!).

Dal punto di vista tecnico siamo probabilmente di fronte alla miglior grafica mai apparsa su console PlayStation. Sia  gli sfondi che i nemici regalano un colpo d’occhio davvero fenomenale per non parlare del protagonista che sembra schizzare fuori dallo schermo per la qualità della definizione. E chi come me ha vissuto la generazione di console a 8 bit può davvero apprezzare a fondo questo genere di produzioni artistiche!

Insomma, un rientro in grande stile per Kratos, l’ennesima fantastica esclusiva Sony in questa generazione e soprattutto un nuovo folgorante inizio per la serie. 


Voto 9.5
Il nostromo

SPIDERMAN, PS4



YYYUUUUPPPIIIEEEEHHHH...


Titoli di coda su Spiderman, il miglior spin off finora realizzato con protagonista il supereroe Marvel! 

Gioco che fa sicuramente del divertimento e della frenesia i propri punti di forza. Ma non solo. Grafica spettacolare (librarsi tra i grattacieli di New York con le ragnatele non è mai stato così verosimile!), colonna sonora epica, personaggi ben caratterizzati. Il gameplay ti induce a velocizzare al massimo le combo e a sfruttare tutte le interazioni possibili con l’ambiente per avere la meglio contro i nemici che sono piuttosto diversificati anche se alla fine con pattern d’attacco un po’ ripetitivi. Stesso discorso per gli scontri coi boss, che in pratica si riducono a una ripetizione di cicli di combattimento/difesa sempre uguali... Le missioni secondarie sono anch’esse piuttosto ripetitive ma il divertimento è assicurato dalla dinamicità e eccentricità del supereroe più scanzonato dell’universo per cui mi sono ritrovato senza accorgermene a completare tutte le quest conquistando il platino al temine esatto della missione principale. 

La tipologia del combattimento, che è il vero fulcro del gioco, prende spunto dal “free flow” del Batman di Rocksteady, ampliandolo a dismisura grazie a una maggiore interazione con gli oggetti dello sfondo. Notevoli le fasi stealth in cui Spiderman si nasconde a mo’ di uomo pipistrello sui gargoyles. Purtoppo ho trovato l’intelligenza artificiale di questo gioco decisamente bassa per cui alla lunga, raggiunti livelli di potenziamento superiori al 40, sarà davvero difficile trovare qualcuno che vi darà del filo da torcere. Del resto, che supereroi saremmo? 

Finale interessante, quasi strappalacrime, con apertura a un seguito che trovo insolito (ma non conosco bene l’universo Spiderman per cui il nuovo supereoe che viene introdotto non so se esista davvero). 

In conclusione i ragazzi di Insomniac, dopo la parentesi alla concorrenza con lo spassosissimo Sunset Overdrive, tornano alla casa madre con quello che si può definire tranquillamente un gioiellino anche se non proprio un capolavoro! 


Voto 9 
Il nostromo

sabato 19 maggio 2018

BAYONETTA 2, Nintendo Switch



CHE GRAN C...


Titoli di coda mentre Cereza balla la lap dance per Bayonetta 2, versione Switch!

Fantastico gioco, forse anche superiore al primo capitolo, se non fosse che lo riprende in tutto e per tutto amplificando al massimo il gameplay e moltiplicando esponenzialmente i boss. Uno dei giochi più adrenalinici e divertenti a cui abbia mai giocato. Il primo era riuscito anche a commuovermi, questo solo a tratti nel finale.

La relativa potenza della console Nintendo non consente chiaramente la sfarzosità grafica che questo gioco meriterebbe ma la velocità del gameplay la fa ancora una volta da padrone e, tranne qualche incertezza, il gioco fila liscio con un frame rate stabile. Davvero un’altra perla videoludica di quel genio di Ideki Kamiya! 

ll finale fa da prologo al prossimo terzo capitolo che, ahimè , vedremo ancora una volta solo su Nintendo. Un gioco fresco, spumeggiante con la protagonista che sprizza personalità e sensualità da tutti i pori. In certi momenti per la frenesia degli eventi mi faceva male la mano e, con una protagonista del genere, ci sarebbe da pensar male...

Grande Bayonetta e alla prossima! 

Voto 9.5
Il nostromo

DARK SOULS 3, PS4






TRIBUTO AL MESSIA!



Inviatiamo sul blog il grandissimo Ciro Vella che d’ora in poi chiameremo “il Messia” per la bravura in ambito videoludico (59 platini conquistati in carriera!) che si è cimentato con l’ultima opera del maestro Miyazaki, Dark Souls 3. Questo è l’SMS inviato appena completato il gioco. Buona lettura e un ringraziamento di cuore per aver voluto condividere con noi la sua esperienza!


Finito Dark Souls 3!
Che dire… E’ stata la solita esperienza che ha mischiato frustrazione ed esaltazione: 60 ore a mettere duramente alla prova le capacità del giocatore, anche mentalmente. Ci sono state 100 volte in cui ho pensato “lo restituisco a Luca” seguite da 101 volte in cui ho pensato di riprovarci. La serie dei Souls è così ed è nella storia dei videogiochi ormai per questo. Una volta concluso il senso di appagamento è unico. 

Il miglior metodo per giudicarlo, essendo parte di una saga, è il confronto: di questo capitolo rispetto agli altri mi è piaciuto tantissimo il lore, finalmente meno complesso e più esplicativo rispetto agli altri e di conseguenza nasce questa sensazione di brama nel diventare il vero Signore dei Tizzoni che ti accompagna quasi dall’inizio aumentando continuamente l’ambizione di sconfiggere tutti i boss (anche quelli opzionali) per non lasciare le cose a metà.

Bellissime le ambientazioni. Inizialmente preferivo Bloodborne sotto questo punto di vista, ben più cupo e “sporco/malato”; in realtà andando a ripescare luoghi epici della cultura medievale reinterpretati in stile Souls devo dire che preferisco questo capitolo. La sensazione di claustrofobia data da Demon Souls (che ha platinato n.d.r.) però non è ancora stata raggiunta! OST capolavoro, alcune tracce gasano tantissimo. Sistema di combattimento: è il fulcro del gioco, è una riconferma, è esattamente cosa dev’essere un gioco. Non si da mai nulla per scontato, ogni boss ha una sua strategia, devi essere in grado di schivare e di parare, devi livellare, devi stare attento anche al mostro più stupido. Peccato per qualche difetto di telecamera e il frame rate che a volte peggioravano la qualità del gioco.

In definitiva gli do un bel 9! E’ probabilmente il miglior gioco che ho giocato della saga. Mi mancano Dark Souls 1 e 2 ma prenderò una pausa con un più rilassante Super Mario e poi Zelda! 

Il Messia

ASSASSIN’S CREED ORIGINS, PS4


UNA VENTATA DI FRESCHEZZA AFRICANA...


Titoli di coda per Assassin’s Creed Origins. Davvero un gran gioco tant’è che al momento "siamo" (mio figlio mi ha dato una grossa mano...) a circa 100 ore e manca l’ultimo trofeo da conquistare “vecchie abitudini” prima dell’agognato platino. A parte il comparto grafico eccelso e il solito senso di libertà assoluta, spiccano il nuovo sistema di combattimento mutuato da The Witcher, l’utilizzo di un’aquila che consente di scorgere dall’alto postazioni nemiche, tesori, nonché di “taggarle” per un facile riconoscimento e una trama convincente e in qualche modo “adulta” che va a descrivere la nascita del Credo.

Le missioni secondarie sono assolutamente varie come da tradizione e nella maggior parte dei casi interessanti e in effetti credo ne restino 2-3 per completarle tutte. Al di là della trama che al solito è un mero pretesto per lo svolgimento del gioco, a far la differenza è sempre la location e a tal riguardo l’antico Egitto è assolutamente evocativo e stimolante.

Personalmente ho trovato più riuscito il secondo capitolo della serie in quanto la commistione di religione e credo (di cui la mela dell’Eden è il simbolo) dava maggiore profondità alla trama. Ma questo si piazza decisamente al secondo posto staccando gli altri capitoli della serie (eccezion fatta per Black Flag che è tra l’altro dello stesso autore). A proposito, sempre nel finale, riaffiorano le battaglie navali che evidentemente sono molto care a questo programmatore, sempre affascinanti e cariche di adrenalina. 

Insomma: al di là della quest principale sicuramente corposa, tra missioni secondarie, caccia grossa alla fauna locale, conquista di fortini nemici, tesori subacquei, vascelli nemici da depredare, ce n’è per tutti i gusti! Per chi ama la competizione online ci si può infine cimentare nelle Arene o nelle gare sulle Bighe.

In definitiva lo metterei un gradino sotto Horizon solo perché la storia in fondo è sempre quella ma stiamo parlando di uno dei migliori titoli per PS4 in circolazione. Alla fine, cara Ubisoft, prendersi un anno sabbatico è servito!



Voto 9

Il nostromo